Art. 1 Denominazione e Sede

1. E' costituita l'Associazione Cristiana di volontariato "MATTEO 25" con sede in Bologna, ai sensi della legge 266 dell'11 agosto 1991.

2. Ai sensi di legge potranno essere istituite, nonché soppresse, sempre operanti in regime di volontariato, sedi secondarie, unità locali, uffici periferici e rappresentanze in altre località sia in Emilia Romagna che in Italia.


Art. 2 Durata e Natura

1. La durata dell'Associazione è illimitata.

2. L'Associazione è democratica, apolitica e indipendente.

3. L'Associazione non ha scopo di lucro.


Art. 3 Finalità e Attività

1. L'Associazione si prefigge il perseguimento dei seguenti fini:

A) nei confronti dei detenuti:

- Facilitare, con riferimento All'articolo 27 della Costituzione italiana e nello spirito della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, l'umanizzazione del trattamento per la persona soggetta a misure restrittive della libertà, sia nella sua applicazione che nelle implicazioni di politica criminale;

- sostenere l'individuo privo della libertà, promuovendone l'elevazione culturale con adeguate previdenze scolastiche similari;

- stabilire con la persona priva della libertà e con la sua famiglia rapporti d'amicizia.
Stabilire altresì rapporti di collaborazione con l'Amministrazione Penitenziaria centrale e periferica, con gli Organi giudiziari e con l'Ordine forense , con enti pubblici, strutture ospedaliere, assistenti sociali e volontari e quanti altri sono coinvolti nell'esercizio dell'assistenza sociale. Collaborare con altre similari associazioni di volontariato per la realizzazione di progetti comuni per il raggiungimento dei fini statutari;

- organizzare attività appropriate al libero reinserimento civile, sociale e professionale del dimesso dal carcere nella comunità e nella società anche mediante la costituzione di cooperative;

- rendersi interpreti dei contenuti dei programmi penitenziari presso il pubblico, e soprattutto nell'ambito delle famiglie, delle scuole, delle fabbriche, delle aziende, degli uffici, allo scopo di allargare la base di comprensione e di sostegno, per un migliore ritorno nella comunità e nella società delle persone che sono entrate in conflitto con la legge penale, per un completo ristabilimento dei loro diritti;

- prendere contatto con i sindacati e con tutti gli enti preposti all'avviamento al lavoro, per il problema del lavoro in carcere e per l'inserimento professionale della persona che ha terminato il suo periodo di restrizione di libertà e per coloro che possono usufruire dei benefici di legge per gli arresti domiciliari, affidamento ai servizi sociali e per scadenza dei termini di custodia cautelare;

- riconciliare, in uno spirito cristiano, i criminali e le loro vittime;

- promuovere corsi di istruzione penitenziaria per i soci dell'associazione. Promuovere la conoscenza dell'attività dell'associazione nelle carceri tramite la stampa, la pubblicazione di un proprio giornale , la radio, la televisione e iniziative culturali;

- favorire con ogni mezzo legale il rispetto dei diritti umani, elencati nella Dichiarazione universale dei diritti umani, approvata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.


B) nei confronti di soggetti svantaggiati:

- azioni di beneficenza, accoglienza in proprie strutture con mensa interna e aiuti umanitari di prima necessità rivolte a persone in condizioni di svantaggio connesso a situazioni di degrado, di disagio economico, familiare, di emarginazione sociale, quali in particolare:

 

* Detenuti in affidamento dal carcere
* Prostitute che vogliono uscire dal giro della prostituzione ma che non hanno la
possibilità sociale di un reinserimento
* Minori in affidamento dal carcere,orfani, abbandonati o con famiglie divorziate o disagiate
* Persone che hanno perso ogni sostegno familiare e sono senza fissa dimora.
* Persone senzatetto.
* Ragazze madri con minori.
* Donne abbandonate o maltrattate o in situazioni di disagio.
* Tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti.
* Portatori di Handicap e soggetti svantaggiati in genere.
* Assistenza anziani.
* Assistenza agli ammalati adulti e minori nelle strutture ospedaliere pubbliche e
private, previo accordo con le medesime.

2. L'Associazione può offrire la sua collaborazione pratica e/o economica per sostenere specifici progetti o iniziative svolte anche da altre organizzazioni di volontariato, ONLUS, missionarie, religiose e laiche che operino con i medesimi fini di solidarietà sociale.

3. L'Associazione per lo svolgimento delle proprie attività, si avvale prioritariamente del lavoro prestato personalmente, spontaneamente e gratuitamente dai singoli soci volontari. Tuttavia potrà assumere anche lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al proprio funzionamento oppure occorrenti a qualificare o specializzare l'attività svolta.

 

Art. 4 Fonti di finanziamenti

1. Le entrate dell'Associazione, che saranno destinate al raggiungimento degli scopi istituzionali, sono costituite:

a) dalle quote associative versate dagli associati;
b) dalle offerte libere versate dagli associati a titolo di contributo;
c) dai contributi ed elargizioni di terzi, di Enti pubblici e privati;
d) da donazioni, lasciti testamentari ed erogazioni liberali in genere;
e) dai proventi derivanti da attività culturali, editoriali, di beneficenza e commerciali, comunque acquisiti dall'Associazione nel rispetto delle norme di legge.
f) Dai rimborsi derivanti da convenzioni con Enti pubblici e privati
g) L'Associazione potrà richiedere contributi a fondo perduto ad imprese private o pubbliche e potrà partecipare ad eventuali finanziamenti previsti per il settore del volontariato e per le specifiche attività istituzionali da parte di Enti nazionali, esteri e sopranazionali.
h) L'Associazione potrà trattenere conti correnti e depositi bancari, conti correnti postali, contrarre mutui ed altre forme di finanziamento presso istituti di credito.
i) Acquistare, vendere, permutare, costruire, ristrutturare e prendere in locazione beni mobili e immobili e compiere tutte le operazioni accessorie che si rendessero necessarie o utili.
l) Promuovere campagne pubbliche, tramite i massmedia o in altre forme che si riterranno opportune per la raccolta di libere offerte finalizzate a specifici progetti di iniziative di solidarietà sociale e alla realizzazione di quanto previsto alla precedente lettera (i)
m) L'Associazione potrà infine ricevere finanziamenti infruttiferi dai propri associati, che verranno successivamente restituiti secondo le modalità che saranno deliberate di volta in volta dal Consiglio Direttivo.

2. L'Associazione può curare direttamente, anche utilizzando un apposito spazio un'attività commerciale marginale di oggetti artigianali prodotti dai volontari a livello hobbistico con materiale riciclato e vendita a modici prezzi di oggetti utensili usati per la casa nonché vestiti usati e non , donati da terzi a titolo gratuito a fini di sovvenzione.

3. L'Associazione può inoltre curare direttamente un'attività di vendita in occasione di mercati zonali, di particolari festività, celebrazioni, ricorrenze, sagre locali o paesane e svolgere iniziative di solidarietà anche in concomitanza a campagne di sensibilizzazione pubblica verso i fini istituzionali dell'Associazione.